L’ organizzazione della previdenza italiana. Dubbi e aspettative.

Quando si parla di previdenza ci si riferisce a una macchina amministrativa assai complessa e variegata. In Italia la previdenza vede per la prima volta la luce nel lontano 1898 con la prima forma di cassa di assistenza per gli operai e lavoratori generici, ma e’ solo con il governo che nasce con tutti gli attributi del caso il vero apparato previdenziale, con l’ istituzione dell’ Inps nel 1933 e dell’ Inail che costituiscono il nucleo fondamentale di tutta questa gigantesca macchina statale. L’ Inps è per dimensioni e numero di iscritti il piu’ grande istituto italiano, il cui compito primario è quello di erogare le pensioni a tutti i lavoratori privati  e degli altri che rientrano nel suo campo di azione. L’ altro compito importante è quello di liquidare il TFR ai lavoratori che vanno in pensione e l’ erogazione delle pensioni di invalidità per malattia o altra causa. Accanto a questo colosso della previdenza se nè aggiunge un’ altro di uguale importanza e di considerevole peso quale L’ Inpdap ovverosia l’ ente che si occupa del pagamento delle pensioni, TFR e ora anche piccoli prestiti a tutti i lavoratori della pubblica amministrazione.

Esso è stato istituito nel 1994 ed ha accorpato i precedenti enti di previdenza dei diversi settori pubblici. Completa il quadro istituzionale L’ Inail che è l’ ente di cui si avvale lo Stato per assicurare i lavoratori in caso di infortuni o incidenti legati alla propria attività lavorativa. Da piu’ di un decennio si è costituita in Italia un’ altra nuova forma di previdenza  chiamata complementare, perchè si aggiunge a quella principale gestita dai summenzionati enti. Essa è stata disciplinata e legalizzata dal decreto n. 252 del 2005 con il quale si sono gettate le basi di questo nuovo modello previdenziale. Questo tipo di previdenza è costituito in modo particolare da fondi e piani pensionistici di vario genere cui chiunque  può aderire nei termini di legge. I fondi pensione sono gestiti da banche o società del risparmio appositamente autorizzate, e sottoposte al controllo e vigilanza della Covip che è l’ ente preposto a emanare direttive  e a sorvegliare sul corretto esercizio dell’ attivita’ da parte dei predetti istituti. I fondi possono essere di due tipi fondamentali ovverosia : fondi aperti e chiusi. Ai primi possono aderire tutti quelli che vogliono destinare una parte del loro patrimonio alla previdenza complementare, mentre i secondi sono riservati solo per particolari categorie di lavoratori. E’ importante sottolineare che tutto l’ apparato previdenziale italiano attraversa da anni  una grave crisi dovuta al fatto che lo Stato non ha piu’ i soldi per pagare un sempre maggior numero di pensioni, e quindi un nuovo modello di previdenza sarebbe per molti un salvagente o un sostegno economico per non affondare nell’ indigenza o grave stato di difficoltà economica. Logicamente bisogna esaminare anche gli aspetti negativi di tutta la questione. L’ elemento che è importante verificare è la serietà e i requisiti in possesso di chi esercita questo tipo di attività che dev’ essere fatta con assoluta trasparenza. Per il resto il lavoratore ha diritto a vedere maturata una propria pensione e a poter contare su un valido sostegno economico nella vita di tutti i giorni.

Robero Romano

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